L’idea iniziale di queste Sibylle era di offrire alla
rappresentazione personale di ciascun visitatore
l’idea del femminile, cosa che si è voluto attuare
mediante la traduzione di un’immagine archetipa
(la profetessa, appunto, se non addirittura
la profezia) nella fenomenologia urbana
contemporanea, vale a dire nel mondo così come
immediatamente lo viviamo.
La primitiva, oracolare immagine della Sibylla è
richiamata in vita a interpretare il ruolo dell’artista,
ruolo di soglia, di denuncia e visitazione; a rivelare,
infine, la natura profetica dell’arte stessa, sempre
giocata sull’orlo dell’incredibile.
Il percorso espositivo è aperto dall'intervista a
suor Maria Teresa dell'Eucarestia, religiosa di origine
piacentina, realizzata nel 1959 da Sergio Zavoli
con il titolo di "Clausura".
Autori delle opere in mostra sono artisti piacentini
in vario modo rappresentativi di un pensiero che si
pone costantemente al di fuori della tregua:
Massimo Bersani, Romano Bertuzzi, Giorgio Betti,
Maurizio Calza, Chiara Camoni, Tiziano Carboni,
Filippo Falaguasta, Giuseppe Ferri, Mauro Pecorini,
Paolo Poggioli, Milena Prandi, Mauro Sargiani,
Federica Segalini.